Analisi territoriale relativamente alla componente filiera biochar

L’analisi territoriale per questa componente è articolata nelle attività che seguono.

Definizione dei prerequisiti socioeconomici e territoriali per lo sviluppo di filiere basate sulla produzione ed uso di biochar

In questa attività si definiranno i prerequisiti socioeconomici e territoriali per lo sviluppo di filiere basate sulla produzione ed uso di biochar in un ambito territoriale generico (contestualizzazione). Come noto, infatti, la filiera deve innanzitutto utilizzare materie prima secondarie o sottoprodotti (ad esempio, residui agricoli e forestali, potature, scarti di segheria e manutenzione del verde), evitando prelievi che compromettano lettiera, legno morto, habitat e usi alimentari o zootecnici prioritari. La conversione in biochar tramite pirolisi deve assicurare un’elevata quota di carbonio stabile, il controllo dei parametri di processo e l’abbattimento delle emissioni e dei contaminanti, nel rispetto degli standard tecnici e dei limiti legislativi su metalli pesanti e IPA. L’impiego al suolo va calibrato su tipologia pedologica e sistemi colturali, spesso in miscela con altri ammendanti, con dosi che migliorino struttura, acidità, capacità idrica e fertilità senza effetti avversi. L’intera filiera deve infine presentare un bilancio di gas serra positivo, tale da supportare la generazione credibile di crediti di rimozione di carbonio.

Individuazione e reperimento dei dati territoriali necessari all’individuazione delle aree potenzialmente idonee per lo sviluppo della filiera biochar

Per valutare, in linea di principio, la possibilità di attivare una filiera biochar da biomasse di lavorazione/residue agro-forestali in un determinato ambito territoriale sono necessari, anzitutto, dati sull’offerta di biomassa: uso/copertura del suolo (colture legnose, seminativi, superfici forestali), stime dei residui e delle potature per ettaro e informazioni sugli usi correnti, al fine di definire il potenziale prelevabile.    

In secondo luogo, servono dati logistici: morfologia (pendenze, altimetria), rete viaria, distanze tra aree di produzione e siti ipotetici di pirolisi, grado di frammentazione fondiaria e accessibilità meccanizzata.

Occorrono inoltre informazioni sui potenziali suoli che traggono maggior beneficio dall’integrazione di biochar: carte dei suoli (tessitura, pH, sostanza organica, vulnerabilità a erosione e siccità), distribuzione delle superfici agricole e dei siti di ripristino, nonché vincoli ambientali e pianificatori rilevanti.

Premesso ciò, l’attività sarà composta, in linea generale, dalle seguenti task:

  • individuazione puntuale e su base territoriale dei dati e delle informazioni necessarie
  • rassegna dei dati e delle informazioni già disponibili su base territoriale (carte tematiche digitali allo stato disponibili o reperibili presso diverse fonti – con il supporto della piattaforma digitale)
  • reperimento dei dati e delle informazioni, sempre su base territoriale, mancanti e costruzione delle relative carte tematiche digitali (con il supporto della piattaforma digitale)

Le elaborazioni di cui sopra riguarderanno l’intera area di studio (Cratere Sismico).

Analisi della legislazione, della vincolistica della Regione Abruzzo in materia di ecosistemi forestali e dei Piani di Gestione Forestali Comunali approvati/in via di approvazione

In questa attività si provvederà all’analisi della legislazione e della vincolistica della Regione Abruzzo che interessa gli ecosistemi forestali, con particolare riferimento a: legge Regione Abruzzo 4/01/2014 n. 3 (che prevede strumenti e procedure per la pianificazione come i Piani Forestali Triennali, i Piani Forestali di Indirizzo Territoriale – PFIT e i Piani di Gestione Silvo-Pastorale); Piano Regionale Antincendio Boschivo (AIB) 2023-2025; Piano Paesaggistico Regionale (PPR, che limita trasformazioni e tagli); Piani di Assetto Idrogeologico (PAI,  che vietano o condizionano interventi, anche di taglio), Piani dei Parchi e Natura 2000 (che richiedono la valutazione di incidenza); Piani di Assestamento (laddove approvati, rivolti a migliorare/implementare la viabilità agro-forestale). Inoltre, poiché si ha notizia che alcuni comuni possiedono o sono in procinto di approvare il rispettivo Piano di Gestione Forestale, si procederà ad una ricognizione di quali sono tali comuni, acquisendone il relativo piano (approvato o in via di approvazione).

L’analisi di cui sopra è finalizzata, oltre che, in questa fase, al reperimento dei dati e delle informazioni utili a identificare le aree adatte allo sviluppo di filiere basate sul biochar, anche ad attivare, con le stesse filiere biochar, una strategia di gestione attiva del bosco che sia in compliance con la legislazione e la vincolistica e che permetta, al contempo, di rilanciare una programmazione di interventi specifici su tutti i comuni del Cratere Sismico.

Premesso ciò, l’attività sarà composta, in linea generale, dalle seguenti task:

  • Analisi legislativa, vincolistica e dei Piani di Gestione Forestale comunali (laddove approvati o in via di approvazione) al fine di estrapolare le informazioni e i dati utili per:
  • l’individuazione delle possibili aree del Cratere Sismico idonee allo sviluppo della filiera biochar
  • la valutazione dei quantitativi di biomassa legnosa prelevabile
  • la tracciabilità delle biomasse legnose ai fini della generazione dei Carbon Credits
  • implementazione di cartografie tematiche digitali per la restituzione, su base territoriale, dei dati di interesse sopra estrapolati (con il supporto della piattaforma digitale)

Ricomposizione delle informazioni e dei dati acquisiti e digitalmente organizzati

L’attività consiste sostanzialmente nell’overlapping delle cartografie tematiche sopra prodotte (con il supporto della piattaforma digitale), al fine di identificare le possibili aree del Cratere Sismico dove sono potenzialmente implementabili filiere biochar da biomassa forestale. L’overlapping di cartografie digitali tematiche è infatti il processo con cui diversi strati informativi georeferenziati (ad esempio, in generale, uso del suolo, pendenze, vincoli, suoli, infrastrutture) vengono sovrapposti nello stesso sistema di riferimento spaziale per essere analizzati congiuntamente. Dopo aver armonizzato proiezioni, scala e risoluzione, i layer (ovverosia ciascuna cartografia tematica digitale) vengono combinati tramite operazioni spaziali (intersezioni, unioni, differenze) e interrogazioni attributive, così da derivare nuove informazioni sintetiche: per esempio le aree che soddisfano contemporaneamente determinate condizioni fisiche, ambientali o normative. In questo modo l’overlapping consente di integrare fonti eterogenee e supportare valutazioni territoriali e decisioni di pianificazione basate su criteri multipli.

Nel caso specifico della filiera biochar si tratterà, in sostanza, di analizzare congiuntamente le diverse cartografie tematiche di interesse sopra prodotte, ciascuna recante “vincoli” (ad esempio, vincoli normativi e pianificatori, elevata parcellizzazione catastale, carenza di infrastrutture di trasporto, ecc.) e “opportunità” (presenza ed estensione di boschi pubblici, disponibilità di operatori forestali, produzione di biomassa legnosa, disponibilità di suoli, ecc.) in modo da identificare, secondo un criterio basato su dati esclusivamente oggettivi, le aree che hanno un diverso livello di attitudine allo sviluppo di possibili filiere biochar[1]. L’attività verrà implementata con il supporto della piattaforma digitale in quanto necessario il supporto informatico per l’elaborazione dei dati digitali georeferenziati.

Selezione dell’area sede dell’intervento dimostrativo

Come noto, il progetto prevede un intervento dimostrativo di realizzazione di filiera biochar in un’area del Cratere Sismico da individuare; questa attività è pertanto finalizzata all’individuazione del sito del predetto intervento dimostrativo. L’area sarà selezionata, in linea di principio, in base ai seguenti criteri:

  • adesione del comune in cui è ricompreso il sito al protocollo di intesa che sarà inizialmente siglato fra i comuni del Cratere Sismico più interessati al progetto (come meglio specificato nella sezione impostazione del lavoro)
  • disponibilità del comune ad ospitare nel proprio territorio l’impianto dimostrativo
  • disponibilità di un sito adatto all’installazione dell’impianto dimostrativo (proprietà del comune, facile accesso, dotazione di infrastrutture, compatibilità con l’uso attuale, compatibilità urbanistica e vincolistica, allacci alle reti, ecc.)
  • sussistenza nelle vicinanze di un’area boschiva sperimentale di estrazione della biomassa di alimentazione all’impianto dimostrativo
  • sussistenza delle condizioni per l’utilizzo del biochar prodotto, ovverosia della sua destinazione finale (in primis, disponibilità degli agricoltori ad essere coinvolti nella sperimentazione)
  • posizione del sito in relazione a quello di destinazione finale del biochar prodotto

Una importante task ricompresa in questa attività sarà l’engagement degli stakeholders al fine di promuovere la loro partecipazione al progetto dimostrativo.


[1] Si osservi che l’analisi territoriale condotta in questa fase non è finalizzata a individuare le aree dove saranno implementate le filiere biochar, bensì a identificare, sulla base esclusivamente di dati oggettivi di diversa natura (presenza di estensione forestale pubblica, possibilità di estrazione della biomassa in relazione a vincoli normativi e indicazioni pianificatorie, suoli per ospitare il biochar, presenza di imprese forestali adeguate e molti altri), le aree dove potranno essere implementate tali filiere oltreché valutare, nell’ambito di queste, quelle dove il territorio oggettivamente meglio si presta a tale finalità. L’implementazione effettiva infatti sconta tutta un’altra serie di fattori non oggettivi, primo fra tutti il fattore umano, ovverosia, in estrema sintesi, la volontà degli stakeholders di convergere su tale tipologia di progetti.