
L’obiettivo è quello di individuare le modalità tecniche di gestione forestale funzionali agli obiettivi in relazione al contesto territoriale specifico. Definire il modello di filiera biochar nonché le attività da porre in essere per la generazione, registrazione e destinazione dei Carbon Removal Credit da biochar. Valutare su base territoriale i crediti ottenibili. Fornire i dati di partenza per le successive valutazioni economico-finanziarie sulla specifica componente di cui alla valutazioni di sostenibilità economico-finanziaria.
E’ pertanto articolato nelle attività che seguono:
Definizione di linee guida applicabili allo specifico contesto territoriale per la gestione forestale sostenibile
L’obiettivo di questa attività è la preparazione di linee guida per l’elaborazione dei Progetti Forestali nel Cratere Sismico secondo criteri di gestione forestale sostenibile specificatamente finalizzata all’attivazione di filiere biochar e attivazione di percorsi di Forest Therapy nello specifico contesto territoriale.
Un progetto forestale è un intervento pianificato su uno o più boschi, volto a obiettivi specifici di gestione, tutela o valorizzazione, come incremento produttivo, conservazione della biodiversità, riduzione del rischio idrogeologico, prevenzione incendi e miglioramento della fruizione. Si fonda su un’analisi preliminare del popolamento arboreo e del contesto territoriale, definisce le azioni tecniche da attuare in un certo arco temporale, ne stima costi e benefici e stabilisce modalità di monitoraggio e verifica dei risultati.
Deve inoltre essere pienamente coerente con la normativa nazionale e regionale vigente (nel caso in esame, Regione Abruzzo) e con gli strumenti di pianificazione forestale. Deve rispettare la legge forestale nazionale e il Testo Unico, le leggi e i regolamenti forestali regionali, le norme sulle proprietà collettive (attualmente in parte affidate ancora ai comuni ma per le quali in alcuni casi è già prevista la costituzione degli Enti esponenziali previsti dalla L.168/2017), i piani di gestione o di assestamento, nonché i vincoli paesaggistici e idrogeologici, le aree protette e i siti Natura 2000, i piani di bacino, la pianificazione urbanistica comunale e le norme su incendi, tagli e utilizzazioni.
Le linee guida verranno elaborate tenendo conto di quanto sopra nonché di esperienze di successo già radicate sul territorio, ad esempio “Foresta Modello”, in modo da promuovere una gestione forestale sostenibile fondata su alcuni principi chiave: la foresta è vista come parte di un paesaggio agro-forestale più ampio, da governare in modo partecipato coinvolgendo enti pubblici, imprese, associazioni e comunità locali, così da ridurre i conflitti e costruire decisioni condivise.
La gestione mira alla conservazione a lungo termine delle risorse forestali, alla tutela della biodiversità e delle funzioni protettive del bosco, integrando al tempo stesso sviluppo economico rurale, filiere del legno e altri usi sostenibili del territorio. Centrale è l’idea di multifunzionalità: i boschi devono fornire legno e biomassa, servizi ecosistemici, protezione idrogeologica, opportunità turistiche e culturali (fra i quali si annoverano i servizi di Forest Therapy), contribuendo alla qualità della vita delle comunità montane, con particolare attenzione all’adattamento ai cambiamenti climatici e alla prevenzione degli incendi. L’attività verrà implementata in collaborazione con il gruppo di lavoro relativo allo sviluppo servizi di forest therapy.
Censimento e indagine c/o i principali operatori e stakeholders forestali attivi sull’area
Il censimento ha come obiettivo la valutazione del potenziale produttivo forestale in termini di imprese operanti nello specifico settore, in vista di un loro possibile futuro coinvolgimento nelle filiere biochar attivabili. Altro obiettivo è quello di identificare gli attuali constraint del settore forestale, attraverso un’indagine informativa presso i principali operatori forestali, da selezionare fra quelli precedentemente censiti. Al raggiungimento di questo secondo obiettivo contribuirà inoltre l’ascolto degli stakeholders forestali – diversi dalle imprese – quali ad esempio associazioni, consulenti, enti pubblici, ecc. più rappresentativi sul territorio del Cratere Sismico. Le task di questa attività si possono pertanto riassumere nelle seguenti:
Individuazione e acquisizione dei dati pubblici disponibili di interesse sulle imprese forestali operanti nel Cratere Sismico
Individuazione, fra quelli sopra censiti, dei principali operatori forestali
Individuazione degli stakeholders forestali più rappresentativi dell’area di studio
Esecuzione di interviste e colloqui con i soggetti selezionati e individuati (è escluso l’utilizzo di questionari)
Eventuale restituzione (se necessario) dei risultati, o di parte di essi, su cartografie tematiche digitali (con il supporto della piattaforma digitale)
Progettazione del processo relativo alla filiera biochar: tracciabilità, bioeconomia circolare e Carbon Removal Credit (CRC)
L’attività riguarda in sostanza la definizione del modello di filiera biochar applicabile al territorio del Cratere Sismico secondo l’approccio “Cradle to Grave”, ovverosia, in italiano, “dalla culla alla tomba”.
Si tratterà pertanto di progettare le modalità di applicazione di questo modello, compreso il ricorso alle metodologie per la generazione di Biochar Carbon Removal Credit[1] (BCRC) da collocare sul mercato volontario o da cedere ad aziende del territorio per la compensazione delle loro emissioni di carbonio (insetting). Si partirà dalla caratterizzazione del territorio effettuata nella fase di analisi territoriale, costruendo uno o più schemi standard di approvvigionamento della biomassa, fondato su residui di utilizzazione forestale prelevati entro un raggio sostenibile, tenendo conto delle linee guida elaborate nell’attività precedente e secondo criteri di fattibilità economica. Il modello prevede poi una configurazione “tipo” di impianto di pirolisi, con parametri tecnologici di riferimento (intervalli di temperatura, gestione dei gas, recupero energetico) tali da garantire elevato tenore di carbonio stabile e conformità agli standard di qualità del biochar prodotto.
Parallelamente si definiranno scenari generici di utilizzo del biochar, principalmente – ma non solo – in suoli agricoli vulnerabili a erosione e siccità, in interventi di ripristino ambientale, in sistemi di agrivoltaico, specificando modalità di miscelazione con ammendanti, dosi indicative e orizzonti temporali di osservazione.
L’approccio “Cradle to Grave” richiede poi di modellare, per ciascuna configurazione tipo, i flussi di materia ed energia e il bilancio di gas serra lungo l’intera catena, fino alla permanenza del carbonio nel suolo, traducendoli in metodologie di monitoraggio, reporting e verifica idonee alla generazione di Biochar Carbon Removal Credits. Tali crediti, una volta standardizzati in termini di addizionalità, tracciabilità e durata, possono essere collocati sul mercato volontario oppure ceduti, in logica di insetting, ad aziende del territorio che intendano compensare una parte delle proprie emissioni, sostenendo una filiera locale di rigenerazione. A tale scopo si identificheranno le principali aziende del Cratere Sismico potenzialmente interessate all’acquisizione dei futuri crediti, sulle quali si implementeranno opportune azioni di informazione e sensibilizzazione (ad es. workshop mirati e/o visite guidate al sito di progetto).
Si osservi che una parte essenziale del lavoro sarà quella di definire uno o più possibili schemi attuativi della filiera, ovverosia le modalità in cui è possibile implementare la filiera stessa, evidenziando il rispettivo ruolo dei diversi soggetti coinvolti o potenzialmente coinvolti (Regione Abruzzo, Comuni, imprese forestali, aziende agricole, professionisti e consulenti del settore forestale, associazioni locali, ASBUC, aziende potenziali acquirenti dei crediti generati, sistema creditizio, sistema dell’istruzione superiore (Istituti di istruzione secondaria a carattere tecnico, Istituti Tecnici Superiori, Scuole di Formazione Professionale), sistema accademico e della ricerca, altri eventuali stakeholders, ecc.), valutandone – sul piano pratico – la fattibilità complessiva e facendo emergere prima – e quindi trovandone le soluzioni poi – eventuali constraints e criticità, anche – ovviamente – alla luce delle valutazioni economico – finanziarie che saranno effettuate con la valutazioni di sostenibilità economico-finanziaria. A tale proposito, in questa attività saranno valutati anche i parametri di costo (CAPEX e OPEX) e ricavo attesi relativamente agli schemi messi a punto.
In altre parole, il modello che verrà messo a punto dovrà essere definito e valutato fattibile e applicabile non solo dal punto di vista tecnico (forestale, agronomico, tecnologico, ecc.) ma anche sotto il profilo della sua effettiva possibilità di implementazione sul territorio, tenendo ben conto gli aspetti amministrativi, economico – finanziari, di bancabilità, legislativi, pianificatori, autorizzativi, ecc.
Anche a questo scopo, durante lo svolgimento di questa attività dovranno essere interpellati i principali attori (ad esempio le imprese forestali, gli istituti di credito, qualche comune rappresentativo, la Regione, ecc.) allo scopo di verificare il rispettivo interesse, ciascuno nell’ambito del proprio ruolo, a prendere parte alla fase di applicazione della filiera su larga scala e raccogliendo i loro feed-back in modo da affinare il modello stesso e garantirne la sua piena applicabilità.
L’output di questa attività sarà, oltre a una descrizione del modello elaborato e degli schemi attuativi di cui sopra, le linee guida per la predisposizione del Project Design Document (PDD) ai fini della generazione e certificazione dei BCRC.
Stima della potenzialità del territorio in termini di vantaggi economici, sociali ed ambientali derivanti dallo sviluppo della filiera biochar
L’obiettivo di questa attività è quella di valutare – in base alle risultanze ottenute dall’analisi territoriale e dalle attività precedenti, con particolare riferimento alla progettazione della filiera biochar e alle risultanze dell’intervento dimostrativo – le grandezza di interesse al fine di stimare le potenzialità del cratere sismico in termini di BCRC (CO2 permanentemente sequestrata) e degli altri prodotti economicamente valorizzabili derivanti dallo sviluppo della filiera specifica, quali biochar, energia elettrica in surplus da immettere in rete, eventuale calore utilizzabile, bio-oil. Oltre a questi parametri, si provvederà anche alla valutazione dei seguenti, sempre con riferimento all’intera area di studio:
Investimenti necessari (CAPEX)
Costi di gestione, articolati nelle diverse voci (OPEX)
Incremento atteso dell’occupazione (incluso l’incremento delle nuove aziende in ambito forestale e l’incremento del fatturato delle imprese agricole e forestali esistenti)
I dati di cui sopra dovranno alimentare le valutazioni economico- finanziarie di cui alla valutazione di sostenibilità economico-finanziaria allo scopo di predisporre il business plan della futura Società di Territorio (attività che verrà svolta nell’ambito dell’intervento dimostrativo).
[1] I Biochar Carbon Removal Credit (BCRC) sono una specifica sottocategoria dei Carbon Removal Credit (CRC). Il CRC è l’unità che rappresenta la rimozione e lo stoccaggio di 1 tonnellata di CO₂ equivalente dall’atmosfera, tramite qualunque tecnologia o pratica di carbon removal (riforestazione, BECCS, DACCS, biochar, enhanced weathering, ecc.), secondo una metodologia riconosciuta. Il BCRC è lo stesso tipo di unità, ma generata esclusivamente da progetti che producono e applicano biochar conforme a specifici standard (qualità del biochar, stabilità del carbonio, bilancio emissivo della filiera, MRV – Monitoring Reporting Verification del progetto adeguato).