WP1.1.3 – Analisi territoriale relativamente alla componente Forest Therapy

L’analisi territoriale per questa componente è articolata nelle attività che seguono.

A1.1.3.1 – Definizione dei criteri generali di selezione delle aree idonee alla Forest Therapy

La selezione di un’area boschiva per la Forest Therapy parte dalla qualità ecologica: sono preferibili boschi maturi, con buona diversità di specie, struttura stratificata (erbe, arbusti, alberi) e assenza di gravi segni di degrado, perché offrono stimoli sensoriali ricchi e un maggiore senso di “naturalezza”. È importante poi il grado di quiete: basso o assente rumore da traffico o attività umane, pochi elementi visivi disturbanti (strade, capannoni, linee elettriche), così che i partecipanti possano concentrarsi su suoni e odori del bosco.

Un altro criterio riguarda accessibilità e sicurezza: pendenze moderate, terreno stabile non soggetto a frane o caduta frequente di alberi, sentieri ben tracciati e manutentati, possibilità di soccorso e vie di fuga in caso di emergenza. Conta anche il microclima, con ombreggiamento diffuso, buona ventilazione, eventuale presenza di acqua che favorisca comfort e rilassamento in diverse stagioni. L’area deve infine essere compatibile con la proprietà e la pianificazione esistente, prevedendo accordi con enti gestori, limiti di capienza e regole d’uso che garantiscano il rispetto degli ecosistemi e la convivenza con altre forme di fruizione del bosco.

Ai fini della fruizione da parte di coorti di pazienti, ulteriori criteri riguardano: prossimità a presidio sanitario/118 e accessibilità per mezzi di emergenza; pendenze e barriere architettoniche, prevedendo almeno un percorso idoneo a soggetti con ridotta mobilità; punti di sosta con sedute naturali/leggere; gestione del rischio meteo (ombre, ripari, alternative); copertura telefonica minima o soluzioni radio.

A1.1.3.2 – Individuazione e reperimento dei dati territoriali necessari all’individuazione delle aree idonee alla Forest Therapy

Per selezionare i boschi adatti alla Forest Therapy servono innanzitutto cartografie dell’uso del suolo e delle tipologie forestali, che distinguano specie, struttura del popolamento (fustaia/ceduo, età, densità) e stato di conservazione, così da privilegiare boschi maturi, ben strutturati e poco frammentati. Sono importanti i dati altimetrici e di pendenza (DTM/DSM) per individuare aree con rilievi dolci e percorsi accessibili a un pubblico ampio, insieme alle carte della rete sentieristica, delle strade forestali, dei parcheggi e dei punti di accesso, per valutare l’accessibilità senza eccessiva pressione antropica.

Vanno poi considerati i tematismi dei vincoli e della pianificazione: aree protette, Rete Natura 2000, zonizzazioni interne dei parchi, pericolosità idrogeologica e incendi, che aiutano a scegliere zone sicure ma anche ad alto valore naturalistico. Utili le mappe della presenza di corsi d’acqua, laghetti, radure e punti panoramici, che arricchiscono l’esperienza sensoriale, così come i layer su rumore ambientale, infrastrutture, insediamenti e impianti industriali, per escludere le aree disturbate da traffico e fonti di rumore. Integrando questi dati in un GIS (overlapping) si possono individuare i boschi che combinano qualità ecologica, accessibilità, sicurezza e quiete, ideali per percorsi di Forest Therapy.

Premesso ciò, l’attività sarà composta, in linea di principio, dalle seguenti task:

  • individuazione puntuale dei dati e delle informazioni su base territoriale necessarie
  • rassegna dei dati e delle informazioni già disponibili su base territoriale (carte tematiche digitali allo stato disponibili o reperibili presso diverse fonti – in collaborazione con WP4)
  • reperimento – per quanto possibile – dei dati e delle informazioni, sempre su base territoriale, mancanti e costruzione delle relative carte tematiche digitali (in collaborazione con WP4)

Le attività di cui sopra riguarderanno l’intera area di studio (Cratere Sismico). Ai fini della fruizione da parte di coorti di pazienti, occorrerà anche stratificare layer “sanitario-logistici” (distanza da ospedali/ambulatori/118, rete viaria, punti acqua, copertura mobile).

A1.1.3.3 – Identificazione delle aree potenzialmente sede di servizi di Forest Therapy

La selezione delle aree potenzialmente idonee alla Forest Therapy nel Cratere Sismico abruzzese può essere descritta come un processo di progressiva riduzione del territorio potenzialmente utilizzabile, a partire dall’insieme dei popolamenti forestali presenti nell’area di studio. Definito questo “serbatoio” iniziale, i criteri di idoneità vengono applicati attraverso l’overlapping concettuale delle cartografie tematiche sopra reperite o costruite ad hoc (uso del suolo, tipologie e struttura forestale, modelli digitali del terreno, pericolosità, rumore, accessibilità, vincoli ambientali e paesaggistici).

In una prima fase si applicano criteri di esclusione (vincoli), combinando i tematismi relativi a pendenza, pericolosità idrogeologica, storia recente degli incendi, presenza di infrastrutture lineari e sorgenti di disturbo acustico o visivo, così da eliminare i popolamenti caratterizzati da forte acclività, instabilità, elevato livello di frammentazione o pressione antropica.

Sull’insieme residuo vengono quindi sovrapposti i tematismi che descrivono i fattori positivamente correlati alla Forest Therapy (opportunità): grado di maturità e complessità strutturale del bosco, continuità spaziale, prossimità a elementi di elevata qualità percettiva (acque superficiali, radure, punti panoramici), livello di accessibilità compatibile con una fruizione guidata ma non massiva, presenza di ulteriori valori naturalistici o paesaggistici. L’intersezione di questi strati informativi consentirà di attribuire a ciascun ambito forestale un livello di idoneità sintetico, distinguendo aree ad alta priorità, aree potenzialmente idonee con alcune criticità e aree non idonee, costituendo così una base conoscitiva per la pianificazione dei servizi di Forest Therapy nel cratere.