Analisi territoriale per lo sviluppo e la promozione dei servizi di bilanciamento della rete elettrica

L’analisi territoriale per questa componente è articolata nelle attività che seguono.

Esame della rete di distribuzione elettrica nell’area del Cratere Sismico

Questa attività dovrà consentire di:

  • mappare le cabine primarie e i principali nodi della rete di distribuzione elettrica nell’area del cratere sismico 2009. Nella prima fase, la mappatura territoriale sarà basata sulle aree convenzionali già utilizzate per le Comunità Energetiche Rinnovabili, che consentono di associare i POD e gli impianti a una stessa cabina primaria ai fini amministrativi e di regolazione. Questa mappatura ha uno scopo orientativo e non rappresenta la configurazione elettrica di dettaglio della rete ma rappresenta un punto di partenza operativo di elevato valore. L’individuazione puntuale dei confini elettrici effettivi (linee MT/BT, cabine secondarie e relativi vincoli operativi) può avvenire solo in una fase successiva, attraverso un lavoro congiunto con il gestore della rete di distribuzione e con un perimetro dati condiviso.
  • individuare e valutare le condizioni di criticità della rete di distribuzione di alta, media e bassa tensione, partendo dalle informazioni ricavabili da fonti disponibili (vedi mappa dei comuni critici[1] di E-Distribuzione) e da consultazioni apposite coi soggetti gestori della rete. La valutazione delle criticità di rete (congestioni, vincoli di esercizio, profili di carico per tratto di rete MT/BT) può essere avviata con indicatori pubblici e con le informazioni disponibili presso gli aderenti (POD, profili orari, potenza impegnata/ disponibile). Una stima puntuale dei vincoli sulle singole dorsali e sulle cabine secondarie richiede tipicamente dati e modelli in possesso del DSO; per questo l’attività potrà essere impostata prevedendo un confronto strutturato con il DSO (tavolo tecnico e perimetro dati concordato), anche richiedendo in prima battuta un set di informazioni sintetiche (es. perimetri/aree critiche, finestre orarie di bisogno, vincoli generali) senza necessitare la piena topologia di rete.

A proposito di questi ultimi, nell’area del Cratere Sismico operano:

  • Terna spa che è il gestore della rete di trasmissione nazionale essendo l’operatore che si occupa di tutte le linee e stazioni in alta e altissima tensione che servono anche l’Abruzzo e l’area del Cratere
  • E-Distribuzione S.p.A. che funge da Distribution System Operator (DSO), ovvero Gestore del Sistema di Distribuzione, ed è il distributore prevalente in Abruzzo e il gestore della quasi totalità delle reti di media e bassa tensione nei comuni interni, tra cui quelli del Cratere.

Ricognizione delle risorse disponibili per i servizi di flessibilità nel Cratere Sismico

Questa attività consiste nell’identificare gli asset (sistemi di consumo, generazione, accumulo) connessi alla rete di distribuzione elettrica nell’area del cratere che possono modulare la loro potenza attiva su richiesta del gestore di rete (DSO) per supportare la stabilità e l’efficienza del sistema. Si fa presente che una risorsa di flessibilità può operare assorbendo o immettendo energia in risposta a un ordine del DSO. In relazione a ciò, sono possibili due direzioni di flusso:

  • “a salire”: nel caso di aumento della potenza immessa o riduzione di quella assorbita
  • “a scendere”: quando la potenza immessa va ridotta o si deve aumentare quella assorbita.

L’identificazione degli asset e delle rispettive caratteristiche può partire dalle utenze già disponibili/attivabili (POD) e dai dati conferiti volontariamente dagli aderenti; l’estensione a nuove utenze avverrà progressivamente tramite ingaggio territoriale e raccolta adesioni. Per ciascuna risorsa sarà utile registrare almeno: POD, tipologia (carico/produzione/accumulo), potenza nominale e calcolare con l’ausilio di una adeguata piattaforma digitale i parametri necessari per determinarne il potenziale di flessibilità, come la potenza modulabile stimata, i vincoli operativi, le finestre di disponibilità e modalità di misura/verifica della prestazione. La mappatura delle risorse partirà innanzitutto dai cinque comuni che stanno realizzando le CER (risorse tipo 1). Ciò in quanto la realizzazione di ciascuna di queste CER avverrà nell’ottica di avvicinare il più possibile il modello gestionale e la relativa configurazione tecnologica e digitale ad una successiva possibile fornitura di servizi di flessibilità. Ovviamente si punterà ad estendere l’indagine anche a risorse significative presenti negli altri comuni del Cratere Sismico (risorse di tipo 2). Per rendere la mappatura immediatamente utilizzabile nelle fasi successive (cluster e verifica requisiti BSP), sarà opportuno standardizzare la scheda risorsa con un tracciato unico (anagrafica + dati energetici). La piattaforma digitale potrà supportare la raccolta e normalizzazione dei dati per cluster, oltre alla costruzione di profili orari/ stagionali basati sui dati storici disponibili.

Caratterizzazione del potenziale di flessibilità di ciascuna delle risorse di tipo 1 e 2

Tale processo di caratterizzazione si basa sulla valutazione della capacità di fornitura di servizi di flessibilità, a salire oppure a scendere, da parte di ciascuna delle risorse censite nell’attività precedente, partendo da quelle di tipo 1 per procedere poi con le altre.

Il potenziale viene misurato in KW o MW e dipende da:

  • potenza installata (impianti FV, accumuli, carichi industriali significativi). Ovviamente la presenza di una CER, cioè di utenze già aggregate, può semplificare l’approntamento di un servizio di flessibilità caratterizzato da un potenziale in KW molto probabilmente già elevato. Ciò, fermo restando che la fornitura di un servizio di questo tipo richiede requisiti e dotazioni, di cui si dirà più avanti, attraverso cui effettuare la modulazione della potenza a salire oppure a scendere
  • profilo di utilizzo (quanto e quando si produce o si consuma)
  • tempo di risposta (quanto velocemente si può modulare)
  • durata della modulazione (per quanto tempo si riesce a mantenere la variazione).

Individuazione dei cluster di flessibilità nell’area del Cratere Sismico

L’ultima attività relativa all’analisi territoriale ha come scopo lo studio ed individuazione delle aggregazioni di risorse di flessibilità, ricomprese tra quelle identificate e analizzate nelle precedenti due linee di attività, da considerarsi per la fornitura dei servizi di flessibilità nell’area del Cratere Sismico. Tanto per far un esempio, le cinque CER in precedenza citate possono costituire, almeno in via potenziale, degli aggregati naturali a cui fare riferimento per la fornitura di questi servizi. Queste aggregazioni di risorse su base territoriale portano alla individuazione dei cosiddetti cluster di flessibilità.

In sostanza, con cluster di flessibilità si intende un insieme di risorse energetiche, localizzate in un ambito territoriale e di rete relativamente omogeneo, che possono essere gestite in forma coordinata per la fornitura di servizi di bilanciamento. L’attenzione pertanto non è rivolta al singolo impianto, bensì a un’area in cui si concentrano più unità potenzialmente modulabili: impianti da fonti rinnovabili, utenze industriali con carichi regolabili, stazioni di pompaggio e depurazione, grandi edifici del terziario o della pubblica amministrazione, eventuali sistemi di accumulo. Quando tali risorse insistono sulla medesima cabina primaria o su una stessa porzione di rete e presentano profili di funzionamento che consentono variazioni di potenza su richiesta, l’area può essere definita cluster di flessibilità.

La disponibilità di queste risorse diventa particolarmente importante se su quella stessa area la rete si trova in condizioni di criticità perché, ad esempio, la cabina primaria di zona gestisce un carico di generazione elevato rispetto al consumo con conseguenti rischi di saturazione della rete e di esposizione ad altri disservizi e criticità. È chiaro che in tali situazioni l’aggregazione di risorse dotate di un potenziale di flessibilità e la loro messa in servizio può contribuire a bilanciare la rete aumentando i relativi livelli di sicurezza e stabilità.


[1] Enel Distribuzione definisce un comune “critico” in base alla saturazione della rete elettrica (alta/media tensione), secondo quanto stabilito dall’art. 4.2(c) del TICA (Testo Integrato Connessioni Attive), recepito nelle Delibere ARERA. In sostanza il comune risulta “critico” se è alimentato da sezioni AT/MT con saturazione prossima al limite e/o se queste mostrano frequenti inversioni di flusso. Questa classificazione serve principalmente a indirizzare eccessi di produzione e a pianificare connessioni future in modo sostenibile e sicuro.