L’obiettivo del WP5.2 è quello di sviluppare un processo partecipato esteso all’area del Cratere Sismico che conduca alla costituzione delle Cleantech Community, ovverosia il soggetto giuridico avente la missione istituzionale di attuare su larga scala il modello di sviluppo territoriale definito e validato mediante gli interventi dimostrativi. Il WP5.2 comprende altresì la predisposizione del business plan della nuova organizzazione, recante le proiezioni economico – finanziarie che ne dimostrino l’autosostentamento e il modello organizzativo che verrà a dottato.
Il WP5.2 è pertanto articolato nelle attività che seguono.
A5.2.1 – Valutazioni economico-finanziarie relative all’attività del BSP
L’attività in esame riguarda le valutazioni di fattibilità economica dell’operazione di attivazione e gestione dei servizi di flessibilità. In funzione, pertanto, di una previsione di future possibili aste da parte del DSO, il gruppo di lavoro si dedicherà ad elaborare un business plan relativi a questi servizi, considerando le diverse voci sia di costo che di ricavi derivanti dalle due forme di remunerazione e cioè quella per disponibilità di potenza e l’altra per la fornitura effettiva di flessibilità. Nell’esame dei risultati si presterà attenzione all’obiettivo di assicurare margini adeguati al flusso di benefici di natura sociale che sono alla base dell’obiettivo statutario della Cleantech Community.
Per la valutazione economico-finanziaria e la costruzione del business plan sarà opportuno lavorare per scenari (intervalli) e analisi di sensitività, evitando stime puntuali non verificabili in assenza di dati di rete. Come benchmark iniziale potranno essere utilizzati i corrispettivi pubblicati nei progetti pilota (prezzi di disponibilità e di attivazione) per derivare ordini di grandezza dei ricavi potenziali, da ripartire secondo regole trasparenti tra: (i) copertura dei costi di gestione/strumenti e (ii) benefici territoriali e/o incentivi ai partecipanti.
Si fa presente che nel flow chart del progetto approvato, tali valutazioni di natura economica-finanziaria costituiscono l’oggetto del WP3; relativamente a questa specifica tematica si preferisce invece collocarle in questo punto del piano operativo, fermo restando che contenuti e obiettivi delle attività rimangono le stesse.
Questa attività consiste nell’approfondire sotto vari aspetti quindi con valutazioni di natura organizzativa, giuridico-normativa, tecnico-gestionale, etc., i contenuti e la fattibilità di una proposta che veda la Cleantech Community assumere in capo ad essa la funzione di BSP nel territorio del cratere 2009.
A5.2.3 – Predisposizione del piano di impresa
L’idea della Cleantech Community nasce dalla convinzione che le potenzialità del territorio del Cratere Sismico, analizzate e dimostrate nel corso del progetto, possano essere più facilmente espresse – in termini di vantaggi ambientali, economici e sociali conseguibili – se si viene a costituire un soggetto ad hoc, specificatamente deputato a tale compito. Tale soggetto, di natura pubblica e con una componente tecnico – scientifica al suo interno, dovrà rappresentare il driver dello sviluppo territoriale attraverso la promozione e la realizzazione di iniziative che scalino e replichino le diverse componenti dello stesso modello di sviluppo.
Questa attività pertanto è finalizzata alla definizione dei ruoli che avrà questa società di territorio, a cui si darà appunto il nome di Cleantech Community, nonché di come dovrà agire per attuare la sua missione istituzionale. In altre parole, l’obiettivo in questa fase è quello di predisporre il Piano di Impresa (o Business Plan[1] usando una terminologia spesso adottata) di questo nuovo soggetto che si andrà a costituire al termine del progetto e che dovrà garantire l’attuazione e la governance del modello di sviluppo territoriale proposto.
In linea di principio, le attività della Cleantech Community (CTC) potranno essere di tre diverse tipologie:
- la CTC potrà operare in “prima persona” come attuatore diretto di talune progettualità. Un esempio potrebbe essere la composizione e gestione diretta di un portafoglio di flessibilità per la fornitura di servizi di bilanciamento della rete elettrica;
- la CTC potrà tuttavia anche agire come fornitore di servizi ma senza ricoprire il ruolo di soggetto attuatore: un esempio di questo tipo di funzione potrebbe essere la fornitura centralizzata di servizi per la manutenzione e la gestione delle CER che si verranno progressivamente a costituire, con l’obiettivo di conseguire utili economie di scala;
- la CTC agirà in ogni caso come spinta propulsiva e supporto per l’attuazione del modello di sviluppo, funzione questa che la vedrà quindi impegnata nell’individuazione e impostazione delle iniziative (promozione attiva) e nel supporto tecnico-scientifico e finanziario ai soggetti attuatori (ad esempio comuni) delle iniziative medesime (advisory).
Premesso quanto immediatamente sopra, il lavoro di predisposizione del piano di impresa della CTC partirà dalla definizione puntuale dei ruoli che potrà avere all’interno di ciascuna delle 5 componenti del modello di sviluppo territoriale considerate nel progetto, distinguendo fra attività in cui la CTC è attuatore di progetti, fornitore di servizi ai soggetti attuatori e advisor. Come in ogni piano di impresa, quello della CTC dovrà quindi definire le attività da implementare, i profili professionali necessari e le modalità di acquisizione di detti profili, ovverosia, in altre parole, il modello organizzativo. A questo andrà poi aggiunta l’elaborazione delle valutazioni prospettiche in termini di equilibrio economico – finanziario necessario per garantire l’autosostentamento dell’organizzazione; tale attività sarà sviluppata in collaborazione con il gruppo di lavoro del WP3.
A5.2.4 – Predisposizione dello statuto
L’implementazione di questa attività prevede come primo step la definizione della forma giuridica più opportuna per la Cleantech Community, in relazione a determinati criteri, quali, in primis: grado di controllo pubblico, apertura a nuovi futuri partner (anche privati), prevalenza di funzioni di ricerca/progettazione o di gestione di servizi, bisogno di operare sul mercato e livello di vincoli amministrativi sussistenti. Sulla base delle elaborazioni e considerazioni fino ad ora condotte, si ritiene tuttavia che la forma giuridica più probabile sia la fondazione di partecipazione.
La fondazione di partecipazione è infatti una forma giuridica che allo stato si ritiene particolarmente opportuna per un nuovo organismo di diritto pubblico condiviso tra comuni del cratere sismico abruzzese e un ente di ricerca. Combina infatti la stabilità tipica delle fondazioni (missione definita nello statuto, patrimonio vincolato a scopi di interesse generale) con una forte apertura alla partecipazione di soggetti pubblici e, se utile in futuro, anche privati qualificati. Ciò consente di costruire una governance multistakeholder, con organi in cui i diversi enti sono rappresentati e possono concorrere alla definizione delle strategie, mantenendo al contempo un chiaro controllo pubblico. La fondazione di partecipazione è inoltre funzionale alla gestione di progetti complessi, alla raccolta di risorse da bandi nazionali ed europei, alla stipula di convenzioni con università, imprese e terzo settore.
Definita la forma giuridica si procederà quindi alla predisposizione dello statuto del nuovo organismo (in draft avanzato), da sottoporre, insieme al piano di impresa, successivamente agli stakeholders per l’avvio del processo partecipato.
A5.2.5 – Confronto con gli stakeholders
Il piano di impresa e lo statuto saranno oggetto di un confronto con i principali stakeholders che più, o meno direttamente, potranno avere un ruolo nell’attuazione del modello di sviluppo territoriale proposto. Primi fra tutti, ovviamente, saranno i comuni, oltre a quelli aderenti al protocollo di intesa siglato a inizio progetto. Durante il confronto si illustrerà lo stesso modello di sviluppo e i risultati ottenuti dall’implementazione degli interventi dimostrativi di cui a WP5.1.
Oltre ai comuni, il processo partecipativo includerà la Regione Abruzzo, in particolare gli assessorati competenti per ambiente, sanità, turismo e sviluppo rurale, le istituzioni finanziarie locali, le ASL territoriali per le possibili attività con valenza sanitaria o socio-sanitaria, gli enti gestori di parchi e aree protette, le associazioni di categoria e i consorzi degli operatori agricoli, turistici e delle guide ambientali, nonché camere di commercio ed eventuali DMO/DMC. Infine, un confronto con associazioni di cittadini e realtà del terzo settore permetterà di verificare il consenso sociale e possibili forme di co-programmazione.
A5.2.6 – Costituzione della Cleantech Community
Questa attività costituisce l’ultimo atto del progetto: una volta condivisi, attraverso il processo partecipato di cui sopra, statuto e piano di impresa i comuni che avranno siglato il protocollo di intesa iniziale oltre a quelli che vi aderiranno nel corso del progetto daranno vita insieme all’ente di ricerca alla Cleantech Community. Il nuovo organismo sarà inizialmente dotato delle infrastrutture minime necessarie e sede probabilmente presso l’Ufficio Operativo attivato ad inizio progetto. Anche il modello operativo sarà di dimensioni minimali in fase di avvio, allo scopo di non appesantire dal punto di viste economico la struttura, e comunque sempre in relazione a quanto sarà previsto dal piano di impresa.
[1] In realtà la dizione Business Plan, pur largamente adottata e compresa, non è perfettamente appropriata al caso di ispecie, trattandosi la Cleantech Community di un’organizzazione senza finalità di lucro e di natura pubblica.